Manifestazioni a premio: casi di esclusione

Con la Nota del 20 novembre 2014, emanata per rispondere a quesiti e segnalazioni formulate da varie associazioni, il Ministero dello Sviluppo economico ha fornito chiarimenti in merito agli ambiti di applicazione generali, fissati dall’art. 1, commi 1 e 4 del D.P.R. n. 430/2001 e agli ambiti di esclusione individuati espressamente dall’art. 6, comma 1 dello stesso decreto.

 

I chiarimenti forniti dal Ministero riguardano:

  • la fattispecie di cui alla lett. a), dell'art. 6, del D.P.R. n. 430/2001, relativa ai concorsi indetti per la produzione di opere letterarie, artistiche o scientifiche, nonché per la presentazione di progetti o studi in àmbito commerciale o industriale

    Per questa fattispecie di esclusione il Ministero fa due precisazioni:

    1) la fattispecie in questione riguarda le iniziative premiali basate sulle capacità e sull'abilità dei partecipanti di produrre opere di carattere letterario, artistico o scientifico, oppure progetti o studi in ambito commerciale o industriale e non generici lavori o prestazioni non aventi tali specifiche caratteristiche;

    2) perché la manifestazione rientri in tale esenzione, dovrà trattarsi di concorsi per i quali non si richieda nessun preventivo acquisto, in quanto ciò farebbe prevalere lo scopo commerciale dell'iniziativa rispetto ad altri fini di carattere più generale, per i quali i premi risultino configurabili, alternativamente, come corrispettivo di prestazione d'opera, riconoscimento del merito personale o  titolo d'incoraggiamento nell'interesse della collettività.

 

  • la fattispecie di cui alla lett. c-bis), introdotta dal comma 1 dell’art. 22-bis, D.L. n. 91/2014, convertito dalla L. n. 116/2014, relativa alle manifestazioni nelle quali, a fronte di una determinata spesa, con o senza soglia d'ingresso, i premi sono costituiti da buoni da utilizzare su una spesa successiva nel medesimo punto vendita che ha emesso detti buoni o in un altro punto vendita facente parte della stessa insegna o ditta

    Per questa fattispecie di esclusione il Ministero chiarisce che la promozione e la "determinata spesa" che danno diritto al conferimento del "buono" possono indifferentemente essere riferite:
    - ad un unico prodotto o servizio;
    - a più prodotti o servizi;
    - all'intera spesa presso i punti vendita interessati.
    Così il buono può essere riconosciuto a fronte dell'acquisto di un certo prodotto o categoria di prodotti (ad es. alimenti per la colazione), o a fronte di una spesa "generica" che, magari, raggiunga un importo minimo (ad esempio a fronte di 50 euro spesi viene riconosciuto uno sconto del 20% sulla spesa successiva).
    Con l'espressione "buoni" si intendono sia i "buoni acquisto", che danno diritto di ricevere gratuitamente uno o più prodotti e/o servizi fino al conseguimento dell'importo nominale del buono; sia i "buoni sconto", che danno diritto a sconti, percentuali o di importo pari al loro valore nominale, sul prezzo dei prodotti e/o servizi per il cui acquisto vengono utilizzati. 
    Questi buoni possono assumere forma materiale o digitale, quali codici promozionali, codici sconto, coupon elettronici, eccetera; prevedere limitazione circa i prodotti con essi acquistabili o scontabili, purché la restrizione sia operata per categoria di prodotti (ad esempio il buono sconto del 20% maturato a fronte di una spesa generica potrà essere speso solo sul banco frigo) e consentendo ampia libertà si scelta alla spesa successiva.
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Ultima modifica: 04/01/2016 - 02:01

 
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